05.06.2014

DE MAJO presenta Vivace - un sussurro sublime

   

La raffinatezza dei richiami eclettici nelle sfumature avvolgenti del black e milkwhite.

Il percorso concettuale tracciato con Vivace esplora gli orizzonti delle linee decise e capaci di attingere dalle forme naturalmente sinuose del vetro di Murano e dai suoi ricchi e vibranti effetti cromatici. L’idea costruttiva originale risulta un’evoluzione fisiologica di alcuni modelli della tradizione rivisitata – parte integrante dello stile concettuale firmato DE MAJO.

Vivace si presenta con una variante del vetro doublé, molto utilizzata nel Novecento, cd “incamiciato”, soffiato a bocca e composto da due strati di vetro sovrapposto per esaltarne la valenza estetica complessiva. Frutto di due menti riflessive e geniali, quelle di Francesco Dei Rossi e Lucio de Majo, il nuovo corpo illuminante sospeso è indirizzato a chi desidera un’atmosfera rilassata e décor, intima e accogliente. Vivace scivola leggiadro tra le prospettive estetiche del passato e del futuro fedele soprattutto all’eclettismo storicistico per assumere quell’indissociabile design tra espressione e significato.

“La sfida di coniugare una tensione creativa, scevra da ogni confinamento stilistico, con l’impegno di custodire i valori della tradizione vetraria muranese, è da sempre al centro della visione produttiva dell’Isola e della de Majo in particolare che in essa opera dal 1947.

Oggi più che mai è vitale attingere a piene mani da un patrimonio di sapienza artigianale e metterlo a disposizione della creatività di chi sappia trarne arricchimento per la propria capacità progettuale.

Vivace è il punto d’incontro in equilibrio tra il linguaggio muranese e quello che potrebbe definirsi un minimalismo espressivo.

La generosa dovizia a cui, quasi per vocazione il mondo veneziano non ha mai saputo rinunciare, in questo lampadario si accompagna ad una simbolica “spoliazione” di ogni elemento superfluo a beneficio del segno guizzante, della morbida geometria formale e dell’incontenibile raffinatezza culturale.

In questo contesto il concetto di opulenza si trasfigura da generosità ornamentale a una sorta di briosa, appassionata vivacità armonica.” – ha concluso Lucio de Majo.